Sassari
Il centro storico, testimonianze architettoniche
Il centro storico di Sassari è tra i più estesi della Sardegna; nell’itinerario possibile, attraverso l’antica Platha, ci si addentra nel cuore più caratteristico della città; da visitare la meravigliosa Fontana del Rosello che scorgiamo risalendo viale Umberto nelle immediate vicinanze della Chiesa della Trinità. Edificata nel 1605 in stile tardo-rinascimentale la fonte, denominata anche Garusello, è divenuta con il tempo il simbolo stesso della città. Una nuova fisionomia architettonica sarà data a partire dal 1718 con la presenza dei Savoia, tra i monumenti più significativi di questa fase inseriamo senza dubbio Piazza d’Italia dove sorge il maestoso Palazzo della Provincia e il neo-gotico Palazzo Giordano; l’elegante piazza, che ancor oggi costituisce il cuore pulsante del centro e punto d’incontro dei sassaresi, è introdotta da un suggestivo porticato caratterizzato dai tipici caffè.
Nella seconda metà del XIX secolo il profilo architettonico del centro si anima anche grazie all’influsso dinamico dell’eclettismo, che realizza un nuovo slancio attraverso le sperimentazioni ibride dell’art noveau. |
Nel ricco e multiforme “paesaggio architettonico” che si offre nell’itinerario classico, ossia quello che a piedi da Porta Sant’Antonio (in prossimità della stazione) può essere percorso risalendo Corso Vittorio, da visitare il Teatro Civico (1830) modellato sulle forme del Teatro Carignano di Torino, ed il meraviglioso Duomo di San Nicola: edificato in stile romanico nel XII secolo, subì numerosi rimaneggiamenti in particolar modo tra il 1480 e il 1505; bellissima la cappella aragonese attraverso la quale si accede all’interno del Museo del Tesoro del Duomo. Altre tappe obbligatorie sono Palazzo Tola, che oggi ospita un’importante biblioteca, e il Museo Archeologico ed Etnografico Nazionale G. Sanna.
Feste e tradizione
Tra gli eventi più significativi ricordia la Festha Manna (festa grande) detta anche Faradda di li Candareri (la discesa dei Candelieri) il 14 agosto, celebrazione religiosa popolare che rievoca i ringraziamenti alla Madonna per la sua protezione in occasione delle terribili pestilenze che investirono la città. I candelieri, alti tre metri e portati da otto uomini, sono nove e rappresentano le corporazioni (gremi); partendo dalla chiesa del Rosario fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem il corteo è seguito dalla ritmica vibrante dei tamburi.
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La festa è inoltre accompagnata da degustazioni tipiche, balli e fuochi pirotecnici; altro importante evento, nella sesta domenica dopo Pasqua, la Cavalcata Sarda, celebrazione della vittoria delle forze sarde e pisane contro i saraceni o, secondo altre tradizioni, rievocazione della sfilata equestre che i nobili della città organizzarono in onore del re Filippo V di Borbone.
Segnalazione infine gastronomica: assolutamente da sperimentare la deliziosa fainè piacevole retaggio della lunga permanenza genovese. |